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giovedì 18 giugno 2020

Breaking News: The Perfect Recipe for Sabrinao Bacalao






























Breaking News: The Perfect Recipe for Sabrinao Bacalao by the master chef Thomas W. Kofler 

Ingredients
  1. Lake with water temperature between 14 - 16 degree
  2. Sunny day (preferably)
  3. Thermos full with 3 lt of hot water
  4. Maltodestrine
  5. Some chocolate and other stuff to eat
  6. Arnica and Vaseline cream
  7. Sabrina 

The recipe:

  1. Wait patiently the end of the lockdown
  2. Ask friends for informations about lakes temperatures in Trentino
  3. Choose Molveno lake at 864m a.s.l.
  4. Check the lake temperature a couple of days before
  5. Saturday 16 June 2020 reach Molveno Lake 
  6. Check immediately the water temperature (14.5 degree)
  7. Spread Sabrina of vaseline and arnica
  8. Let her wear only swimming suit, cap and  goggles. In other words: no neoprene
  9. At 10 o'clock a.m. push gentle, but firmly,  Sabrina in the lake 
  10. Make it clear to Sabrina that if she dares to get out of the water too soon
  11. .... the chef could turn into the Hulk
  12. Occasionally feed her with hot water and maltodestrine 
  13. Sometimes check the water temperature at various points on the lake (average temperature 14.9 degrees)
  14. Let sabrina no-stop swim for 6 hours and 2 minutes 
  15. At the end voilá ...Sabrinao Bacalao is ready! 



domenica 17 maggio 2020

Fuori Linea #6 - Dicerie sulle Sirene


Dicerie sulle Sirene




Dicono che la loro malia più potente sia il loro cedevole canto.

Altri, dicono, il silenzio.

E ciononostante le chiamano anche potenti cantatrici. Di limpido canto. Di voce chiara. E ingannevole. Ma per altri hanno voce balba, sia pur che in mezzo al mar dismaga.  Millunanotte loquenti le chiamano sullo Stretto.

Si dice che il suono della loro voce sia gutturale, ma dotato di innumerevoli armonici. Promettono anche che sia un suono di miele e infinito.

 “Quid sirenes cantare sint solitae?”, chiedeva invano Tiberio Imperatore.

“Seule la promesse d’un chant futur parcourt leur melodie”, discetta un filosofo francese.

“Corbèra, il loro canto non esiste”, cunta il senatore La Ciura.

Adagiate su foglie di lattuga e guarnite di coralli, si racconta che alcune le imbandirono ai Liberators, nei giorni  folli che seguirono la liberazione di Napoli.

Altri si riempirono le orecchie di cera per non ascoltarle.

Dicono di sapere quel che accadde sulla terra ferace.

Di madre incerta, le dicono figlie della leggiadra Tersicore. Altri della tragica Melpomene. Ma le chiamano anche figlie di Calliope.

Di sicuro sono figlie di Acheloo, il fiume. [Pare]

Di padre certo e madre incerta, rovesciano i detti in contraddetti.

Dicono che fasci di catene vennero usati contro la loro seduzione. Oppure erano corde con nodi stretti?

Ma seiren, laccio, è il loro nome.

Alcuni le danno per morte. Altri per immorali. Ad altri ancora pare di intravederne il bagliore tra la spuma di mare.

Dicono siano due, o forse tre, oppure molte di più, magari solo una. I loro nomi variano per capricci geografici: Lighea, Partenope, Leucotea, Lorelei, Ondina.

Alcuni parlano di punizioni metamorfiche in uccelli.

Altri di dolorose metamorfosi in creature umane.

Brave a remigare sopra i flutti, per alcuni hanno ali di uccello. Per altri, squamosa e biforcuta coda di pesce.

Per alcuni uccidono.

Per altri amano soltanto.




Fonti delle dicerie (in ordine di apparizione)

Omero, Odissea (traduzioni consultate: G.A. Privitera, Mondadori, e R. Calzecchi Onesti, Einaudi)
F. Kafka, Il silenzio delle Sirene, in Tutti i racconti, Mondadori
Dante, Purgatorio – Canto XIX
G. Tomasi De Lampedusa, Lighea, Feltrinelli
Svetonio, Vite dei Cesari: Tiberio, 70,  BUR
C. Malaparte, La pelle, Adelphi
Apollonio Rodio, Argonautiche, Mondadori
B. Reale, Sirene siciliane, Moretti&Vitali
Ovidio, Meamorfosi, Mondadori
A.C. Andersen, La Sirenetta, BUR

giovedì 19 marzo 2020

Fermo! Dove vai?



Nella quarantena ai tempi del #Coronavirus se uscendo qualcuno chiedesse “Fermo! Dove vai?”, sarebbe opportuno avere la risposta pronta.

Prendendo ispirazione dal “Secondo Diario Minimo” di Umberto Eco, di seguito ecco alcuni suggerimenti di risposte che si potrebbero dare alla fatidica domanda. 

I suggerimenti sono tratti dai titoli dei libri presenti nella mia libreria e, ovviamente, si tratta solo di un “petit divertissement” ;)


Fermo! Dove vai? (titoli di autori stranieri)

Marcel Proust: “Alla ricerca del tempo perduto
Franz Kafka: a “Processo”       
John Fante: “Chiedi alla polvere
Bruce Chatwin (evasivo): Ma non saprei... “Che ci faccio qui?”, saprebbe dirmelo?
Joseph Roth: Cerco rifugio ne “La cripta dei cappuccini
Malcom Lowry: Al riparo “Sotto il vulcano
Joseph Conrad: Mi scusi qual è la via più breve per raggiungere il “Cuore di Tenebra”?
Renè Daumal: In spedizione su “Il monte Analogo”, ma poi torno eh! Poi torno
Thomas Mann: Cerco rifugio lassù, su “La montagna incantata
Jack Keruac: “On the road” direzione “Big Sur
William Least Heat-Moon: Mi metto su “Le strade blu” sono pochissime frequentate
Ben Okri: Percorro “Le vie della fame”, anche se sono più popolate
Bruce Chatwin (recidivo): Cercavo “Le vie dei canti”, dovrebbero essere qui da queste parti
Abraham Yehoshua: Stavo pensando di fare “Ritorno in India
Luis-Ferdinand Celine: Il mio è solo un “Viaggio al termine della notte
Arthur Rimbaud: Salpo su “Le Bateau Ivre
Charles Baudelaire: Esco cogliere “Les fleurs du mal
Magnus Enzeberger: “Ma dove sono finito?
Bruce Chatwin (ancora recidivo): “In Patagonia”…
Aldous Huxley: …ma no! in “A Brave New World
Jules Verne: Io veramente mi trovo ancora “Ventimila leghe sotto i mari
Gabriel Garcia Marquez: …amico mio, forse dovrai restarci per almeno “Cent’anni di solitudine
Alexandre Dumas: Mi dicono anche per “Vent’anni dopo
Bruce Chatwin (vago e recidivo): Scusate avete visto “Il vicerè di Ouidah”? Pare sia passato di qui
Raymond Queneau: Nel mentre faccio un po’ di “Esercizi di stile
Alain de Botton: Io mi dedico solo a “Esercizi d’Amore
Richard Bach: Vado sulle ali de “Il gabbiano Livingstone”, da qui “Nessun luogo è lontano
Marguerite Yourcenar: Erro sempre “Pellegrina e straniera
Ingerborg Bachmann: Esco a cercare i “Tre sentieri per il lago”
Daniel Pennac: Cerco una via di fuga da “Il paradiso degli orchi
Gerald Durrell: Sto andando a Corfù con “La mia famiglia e altri animali
Nagib Mahfuz: Io invece resto “Nel nostro quartiere
Woody Allen: Prima che mi arrestiate vorrei raccontarvi “Tutto quello che avete sempre voluto sapere sul sesso e non avete mai osato chiedere
Georges Perec: Se avete due minuti potrei spiegarvi “La vita, istruzioni per l’uso
Joseph Conrad: Cercavo un riparo ne “La linea d’Ombra
Josè Saramago: Vede laggiù? C'è “Una terra chiamata Alentejo”
Agata Christie: Sì, sì, laggiù li vedo “Dieci piccoli indiani” in fuga bisogna prenderli o non ne resterà più nessuno
Bruca Chatwin (in fuga disperata): No, va beh, ma io “Ritorno in Patagonia
Raymond Chandler: “Addio mia amata
Boris Vian: E, comunque, “Sputerò sulle vostre tombe

Fermo! Dove vai? (titoli di scrittori italiani)

Beppe Fenoglio: Dove vado “E’ una questione privata
Cesare Pavese: Esco a fare quattro passi tra “La luna e i falò” 
Ignazio Silone: Poche falcate fino a “Fontamara
Francesco Jovine: Una pedalata intorno alle “Terre del Sacramento
Claudio Magris: Un giro in bicicletta lungo tutto il “Danubio
Andrea Camilleri: Faccio giusto quattro bracciate a nuoto fino a “Il giro di boa”, poi torno a casa e ascolto “La voce del violino
Alberto Savinio: Resto a casa e “Ascolto il tuo cuore città
Dante Alighieri: Non temo certo d’attraversare l’ “Inferno
Mario Rigoni Stern: Io prendo sempre “Il sentiero sotto la neve
Italo Calvino: E “Se una notte d’inverno un viaggiatore”... percorrendo le vie de … “Le città invisibili”… trovasse “Il sentiero dei nidi di ragno”? Esco subito a verificare quest’ipotesi
Luciano Bianciardi: “Da Quarto a Torino”… Ah  che “Vita Agra
Carlo Levi: Veramente con “Cristo” mi son “Fermato a Eboli
Emilio Lussu: Credo proprio che passerò “Un anno sull’Altopiano
Luigi Pirandello: Esco a prendere “La patente
Elio Vittorini: Mi basta cogliere un “Garofano rosso
Leonardo Sciascia: Sto andando a salutare “Gli zii di Sicilia
Gesualdo Bufalino: Cerco refrigerio nel “Museo d’ombre
Elsa Morante: Prendo dimora ne “L’isola di Arturo
Umberto Eco: Presto! Fatemi tornare a “L’isola del giorno prima
Salvatore Satta: Va bene, non esco! Seduto qui attendo “Il giorno del giudizio

Fermo! Dove vai? (titoli di saggi)

Friedrich Nietzsche: Devo andare “Al di là del bene e del male
Sigmund Freud: Vado a scoprire cosa c’è “Al di là del principio del piacere
Michel Foucault: Esco, ma solo per  “Sorvegliare e punire
Albert Camus: Uscire? Giammai, c’è “La peste” e finanche “L’uomo in rivolta
Soren Kierkegaard: Esco ...sia pure con un certo “Timore  e Tremore
Vance Packard: Esco ma solo per cacciare “I Persuasori occulti
Antonio Damasio: Autocertifico che vado “Alla ricerca di Spinoza
Erasmo da Rotterdam: Esco ma solo per fare “L’elogio della pazzia
Tommaso Moro: Uscire? E’ un’ “Utopia
Giordano Bruno: Mi basta arrivare fino a “Lo spaccio della bestia trionfante
Plutarco: Ehm ...esco un attimo a osservare “Il volto della luna
Tommaso Hobbes: Io salgo un momento in groppa a “Il Leviatano
Hanna Arendt: Esco, ma solo “Nel deserto del pensiero”, lì troverò “Le origini del totalitarismo
Karl Popper: Certo che esco! Questa è una “Società aperta” e io lotterò sempre contro “i suoi nemici
Harry G. Frankfurt: Ah ma queste sono solo “Stronzate
Theodor W. Adorno: Suvvia, finiamola con questa “Dialettica negativa
Walter Benjamin: Avrei un appuntamento con l’ “Angelus Novus
Okham: A me serve un “Rasoio” nuovo
Karl Marx: Sto andando in edicola a comprare “Il Manifesto
Konrad Lorenz: Mi dicono che hanno ritrovato il mio “Anello di re Salomone”…l’avevo smarrito nella passeggiata di ieri
Oliver Sacks: Mi dicono che cercano “Un’antropologo su Marte
Ryszard Kapuscinski: Non esco! Semmai entro “Nel turbine della Storia
Eric Hobsbawm: Faccio solo una proditoria sortita ne “Il secolo breve
Carlo M. Cipolla: Procedo “Allegro ma non troppo
Bruno Bettheleim: Ma no, faccio solo due passi “Da avere a essere
Blaise Pascal: Ah …questi son solo “Pensieri
Paul Feyerabend: Volevo solo dire "Addio alla ragione"
























lunedì 30 dicembre 2019

Lusiana Blues




Altopiano d'Asiago

Lusiana blues
Altopiano, felicità, momenti
e vita agra.
Lusiana blues
fiesta, anarquia y birra fria.
Lusiana blues
guardie, botte, lotte, sogni e cuore grande.
Lusiana blues
é un mondo difficile, futuro incerto e vita intensa.
Lusiana blues
treni, libri, partenze
y addio mi querida.
Lusiana blues
Altopiano, parole, silenzi
e non ci sei più
30.12.2016 : ciao Plinio manchi, manchi sempre ❤️

sabato 19 ottobre 2019

The Epic Blue SwimRun 2019


  












27 settembre 2019 - doveva essere un tranquillo sabato meneghino e invece…
Ricevo un messaggio da Thomas Giani: - "Cerco un compagno per la Epic Blue SwimRun di domani a Finale Ligure, vieni? Dai Peron, Peron-Peron, sono solo 23km tranquilli, tranquilli. E’ la prima edizione! Organizza Matteo Testa!"[1]

Ora bisogna sapere che Thomas è dotato dalla eccelsa abilità di tirarmi appresso alle sue avventure. 
A tradimento. Arriva all’improvviso e propone: "Dai-Peron, Peron-Peron, andiamo al MoroccoSwimTrek". 
Neanche il tempo di biascicare delle scuse, tipo, voli, costi, logistica, iscrizione, che è già tutto fatto. E mi ritrovo non so come, nè perché, a correre a perdifiato per l’aeroporto di Casablanca trascinando due valigie (la mia e quella di Thomas), dopo 30km di nuotate nel deserto, per riuscire ad arrivare a fare il check-in un minuto prima dello scoccare della chiusura, mentre Thomas incita a pieni polmoni: - "Forza-Peron, non chiudete sta arrivando, forza Peron, Peron-Peron" - e finanche personale del check-in incita "Forza, Peron, forza!"

Questa volta, ghermisco la prima scusa che mi viene in mente: “Ah si bello, ma non ho le scarpe”. Ma evidentemente è una scusa deboluccia e Thomas prosegue implacabile: “Nema problema. Porta tutto Diego Novella"[2]
Com’è e come non è, sabato mattina all’alba siamo in viaggio per Finale Ligure. Certo non è il viaggio sulla mitica caffettiera che sulle strade assolate e piene di scaffe di Sicilia, marciava impavida a metano e profumo di Chanel (generosamente diffuso da Sonia) che abbiamo intrapreso ad agosto per andare alle gare di Milazzo, ma ci accontentiamo.


E così invece di dedicarmi a incombenze domestiche e tranquillo pomeriggio di studio, a pochi minuti dal fatidico pronti-partenza-via, mi ritrovo ad avere già il cuore in gola, mentre corro sulla spiaggia (ma quanta fatica si fa a correre sulla spiaggia?). Neanche il tempo di pensare "…azz … ma questi a che ritmo vanno?" che già mi sto arrampicando sugli scogli con palette alle mani e pull-buoy assicurato alla gamba, per poi tuffarmi e nuotare in mezzo a praterie di meduse che a schiere unite, avanzano inesorabili e implacabili, mentre noi arranchiamo contro corrente con le scarpe ai piedi. Ma il peggio deve ancora arrivare. E così neanche il tempo di rifiatare e di togliere i sassi dalle scarpe, che mi ritrovo a inerpicarmi su per un sentiero accidentato. 



Ma su, su e poi ancora in altoooo con un grande saltoo e senza occhiali e così manco riesco a vedere dove sto mettendo i piedi. "Forza Peron. Peron-Peron". Incita Thomas mentre avanza agile come uno stambecco. Non siamo neppure a metà percorso che già invoco la resa alzo le mani (con su le palette) e dico a Thomas: "Ok mi ritiro!". "Bene!" – risponde Thomas – "ma prima dobbiamo scendere giù". "Nuuuuu" - mugugno. Con la resa, resa ineffettiva dalla forza dei fatti, e le scarpe piene di sassi, mentre Thomas barrisce "Forza-Peron Peron-Peron",  tocca continuare a marciare a inerpicarsi, salire, scendere, tuffarsi in mare, schivare meduse e ricominciare.



Alla fine l’epic team Peron-Peron, guidato da Capitan Giani (oh Capitano, mio Capitano!), è finanche riuscito a non arrivare ultimo. E mentre io mi ritrovo a rantolare sul battime con gli occhi fuori dalle orbite, Capitan Giani, chiosa serio a chi gli chiede com’è andata: "Avremmo potuto affrontare il deserto del Gobi senza battere ciglio”.











[1] Matteo Testa ha ideato e organizzato per anni la mitica SwimTheIsland a Bergeggi, l'avventuroso MoroccoSwimTrek a Dakhla e tante altre manifestazion di acque libere di successo.  Da quest’anno si è messo a organizzare la EpicBlue SwimRun, la cui prima edizione si è tenuta a Finale Ligure.
[2] Diego Novella, Diego Novella, si definisce un “l’ex atleta”, che dopo una lunga lotta contro la pigrizia nel 2005 ricomincia a nuotare: prima in vasca - ma contar piastrelle iniziava ad essere restrittivo – poi al lago, ovviamente andandoci di corsa. Da quel giorno pare non abbia più smesso, né di correre né di nuotare. Così, dal 2014, è il primo italiano SWIMRUN addicted ad aver partecipato a 2 edizioni della Ötillö SWIMRUN World Series 2014 e 2015 (Mondiali di SWIMRUN in Svezia – 65km corsa/10km nuoto passando per 26 isole) e alla prima edizione Loch Gu Loch SWIMRUN Scotland in Scozia, unico italiano insieme a Paolo Chiarino. Al momento non si sa dove sia, probabilmente a correre,a  nuotare, a organizzare eventi per la SwimRunCheers della quale è direttore sportivo (https://www.swimruncheers.it/), o a portar scarpette da SwinRun per Cenerentole prive di scuse plausibili. 


domenica 29 settembre 2019

Gran Fondo Tre Fratelli - Edizione Zer0,00 (Settembre 2019)






Il mar Adriatico (il cui etimo è incerto potendo derivare sia dalla città di Adria che da quella di Atri[1]), non è altro che un bacino del Mare Mediterraneo (vi comunica attraverso il Canale d’Otranto) che, situato fra la penisola italiana (a occidente) e quella balcanica (a oriente), occupa la depressione tra l’Appennino e le Alpi Dinariche. La sua lunghezza misura circa 800 km, la larghezza, invece, va da 90 a 220 km. Ha una superficie di circa 132.000 km2 e una profondità massima di 1220 m circa[2].
Quanto alle correnti che lo attraversano, ve ne sono principalmente di due tipi: una ascendente che entra dal Canale di Otranto e risale lungo la costa orientale; ed una discendente che si forma lungo la costa occidentale a sud di Ancona. Vi è poi una corrente litoranea con direzione da nord a sud che ha un comportamento vario, causato anche dall'ingresso in mare delle acque del Po.



Per questo, in quel di Atri-Pineto si dice che il “loro” mar Adriatico sia un po’ bagatto: da che appare piatto, si alza in un attimo e sorprende all'improvviso liberando una corrente  che trascina via. Dunque la prima lezione da imparare è: mai sfidarlo.

Ma se si tratta di sfide e tenzoni, Cristina De Tullio, detta anche Generale (e dai suoi fidi sodali, il signor Gatto e la signora Volpe, anche Mon General), non si tira mai indietro, anzi lancia e rilancia.

E così 12 anni orsono, insieme al gruppo amatoriale Spatangus e con il patrocinio del Comune di Pineto, Cristina dal nulla ha messo in piedi la gara di nuoto di acque libere “Trofeo di nuoto Città di Pineto”, che si tiene tutti gli anni il primo sabato del mese di luglio (su varie distanze la più lunga delle quali è 12km) al fine di raccogliere fondi per varie iniziative solidali.

Nel 2018 ha lanciato l’eco-nuotata per l’ambiente: 2.5km da nuotarsi il primo week-end di maggio, al fine di sensibilizzare sui temi dell’inquinamento dei mari.


E, infine, poiché non c’è due senza tre, nel 2019 ha aggiunto, il Gran Fondo Tre Fratelli. Nelle intenzioni del Generale il percorso dei Tre Fratelli doveva partire dalla spiaggia di Pineto per raggiungere una dopo l’altra le piattaforme Eni dette “Tre Fratelli” che si trovano in mare aperto (Fratello Nord, Fratello Cluster e Fratello Est) per poi tornare al punto di partenza. In tutto circa 13 miglia (25km).

Ma a Pineto hanno ragione a dire che il mar Adriatico, è inattendibile. Così mentre durante il sopralluogo di agosto, l'Adriatico, da gran sornione, si è presentato tirato a lucido e più piatto di una piscina; il giorno fissato per la Gran Fondo ha sparigliato le acque come un mazzo di carte e ne è uscito …il Bagatto: mare matto, che ha costretto il Generale, ed i nuotatori al seguito, a sforbiciare (dimezzandole) le miglia delle loro ambizioni.





Dunque, il 21 settembre 2019 alla partenza del Gran Fondo Tre Fratelli erano presenti:
12 nuotatori in solitaria (qui elencati in ordine di arrivo): Erich Persico; Giovanni Ricci; Laura Volpi; Alessandro Florindi; Fausto Antico; Franco Muscarà Monica Cordaro; Daniele Millozzi; Thomas Cogliati; Giovanni Timi.



Due staffette da tre: 
- Alessandro Trevisi - Umberto Mongia - Matteo Borghese; 
- Eva Pozuelo - Amedeo Iannuzzi - Roberta Mauri. Quest’ultimi, gli unici ad avere una cambusa rifornita, giammai ad integratori, barrette e altre tristezze simili, ma a champagne, birra e spritz in abbondanza. Cambusa che è stata scrupolosamente svuotata, fino all’ultima goccia, anche con doccia allo champagne di Amedeo a conclusione della Tre Fratelli.



Una staffetta da due: Cristiana Rossi e Monica Moscatelli.



E infine: 1WR.
Ossia, One-Woman-Relay. 
Ovverossia, io col mio sacco di pive da trascinare, dopo che – per incommentabili ostilità burocratiche - ero inopinatamente rimasta senza il mio prode staffettista.






Ma il mar Adriatico riserva sempre sorprese. E così, il giorno dopo, per chi ha osato affrontarlo al termine della notte (vale a dire il Generale e la sua sodale Volpe), ha elargito circa 4 km di ricci di schiuma, una medusa (graziosamente inanellata intorno al braccio del Generale), libere onde ventose e amare e una luce (quella dell’alba) che sa di mare.



Timeless sea breezes
Sea wind of the night:
you come for no one;
If someone should wake
He must be prepared
How to survive you
(Rainer Maria Rilke – Song of the Sea
 nella traduzione inglese di A.E. Fleming)